Stavo pensando che manca un tipo di licenza software.
La mia licenza si potrebbe chiamare Freeware Selective License (FreewareSel).
Offrirebbe:
un software free (nel prezzo)
rilascerebbe il codice
e ne darebbe libertà di studiarlo, modificarlo e usarlo solo a fini privati
consentirebbe la libertà per modificarlo e distribuirlo nella stessa licenza
e la possibilità di modificarlo e distribuirlo in forma proprietaria solo sotto accordo selettivo, senza necessità di fornire il sorgente.
Questo differisce dalla LGPL che obbliga a rilasciare il codice dell’eventuale proprietario susseguente e ne limita la libertà di conversione proprietaria (assoluta nel LGPL) a una libertà relativa sotto accordo;
ciò sarebbe sempre meglio della BSD e MIT troppo lasche e della masochistica GPL o LGP.
Se la proponessi a Stallman come minimo mi manderebbe una fatwa :/

perchè nessuno sceglierebbe più la GPL, nemmeno le community più ampie e aperte.
La mia licenza darebbe la libertà di studiarlo, usarlo e modificarlo a fini privati,
ma ne limiterebbe la libertà di studiarlo nell’avvenire delle sue modificazioni e che la catena del software libero di essere modificato sia infinita,
darebbe in più una libertà allo sviluppatore di gestirne la trasformazione in proprietario e libererebbe la creattività (vedi il caso dei plugin).
Darebbe libertà e controllo,
secondo me adesso molti non usano la GPL o la LGPL perchè temono di perderne il controllo e così facendo si limita la libertà di accedere a dei codici e studiarli, insomma si castra il software libero senza controllo della catena da parte dello sviluppatore.
Rispetterebbe tutte le libertà e potrebbe essere ancora definito software libero:
Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).
Libertà di studiare come funziona il programma e di modificarlo in modo da adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).
Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti da voi apportati (e le vostre versioni modificate in genere), in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
Tranne l’ultima di dare assoluto accesso al sorgente nel futuro nel caso di svolta proprietaria accordata.
Insomma darebbe in più la possibilità di legalizzare quell’accordo tacito di non azione penale verso uno sviluppatore proprietario che si tollera.
insomma darebbe garanzie scritte allo sviluppatore proprietario mentre adesso gli sono precluse e deve fidarsi solo della parola
altrimenti si deve scendere nella BSD e il primo sviluppatore perderebbe diritti di royalties nel caso di profitti proprietari.
Rispetto alla mia licenza che ho descritto, la GPL è masochistica per lo sviluppatore perchè gli nega in principio il diritto di acconsentire selettivamente una trasformazione dell’opensource in progetti proprietari
ed è anche una castrazione della creattività ad esempio per la questione del fiorire di plugin considerati come derivati(assurdo poi questo).
Insomma per ora c’è chi sceglie la GPL perchè la BSD o la Mit sono troppo permissive, ma sostanzialmente perchè non esiste una licenza SELETTIVA come dico io.
C’è da dire che nel caso di violazione di GPL l’azione legale dipende dal detentore di copyright e non dalla FSF quindi può al massimo tollerarla dietro compenso magari, ma non si stabilizzerà mai legalmente con un contratto..
con la mia licenza sì.
